Ciceri e tria, la pasta e ceci salentina croccante

24 luglio 2026

Piatto di ciceri e tria, pasta fresca con ceci e croccanti sfoglie fritte, servito in un piatto decorato.

Indice

Quando una pasta povera riesce a mettere d’accordo morbidezza, croccantezza e profumo d’olio buono, di solito c’è una grande tradizione alle spalle. I ciceri e tria sono la celebre pasta e ceci del Salento, preparata con pasta fresca in parte lessata e in parte fritta. Qui trovi le dosi per quattro persone, i tempi realistici, il procedimento, gli errori da evitare e gli abbinamenti più adatti alla tavola pugliese.

La ricetta salentina che unisce ceci cremosi e pasta croccante

  • Origine: è un piatto tradizionale del Salento, spesso legato alla festa di San Giuseppe.
  • Ingrediente distintivo: una parte delle strisce di pasta viene fritta e aggiunta solo alla fine.
  • Dosi: per 4 persone servono circa 250 g di ceci secchi e 250 g di semola rimacinata.
  • Tempo: considera 8-12 ore per l’ammollo e circa 2 ore per la preparazione completa.
  • Risultato migliore: il fondo deve essere cremoso, mentre la pasta fritta deve restare croccante.

Piatto di ciceri e tria, pasta fresca con ceci e croccanti sfoglie fritte, guarnito con prezzemolo tritato.

Che cosa rende speciale questa pasta e ceci salentina

La ricetta nasce dall’incontro di ingredienti semplici, cioè ceci, semola, acqua e olio extravergine d’oliva. A distinguerla dalla classica pasta e ceci è la doppia consistenza della pasta: una parte cuoce nel brodo dei legumi, l’altra viene fritta e diventa dorata e fragrante.

Il termine “tria” indica la pasta e viene generalmente ricondotto all’arabo itriyya, parola associata alla pasta secca. In Salento il piatto è conosciuto anche come massa di San Giuseppe, perché in diversi paesi veniva preparato per il 19 marzo e servito durante le tavole dedicate al santo.

Io lo considero un piatto di terra perfetto anche per chi ama la cucina di mare, proprio perché racconta l’altro volto della Puglia. Non cerca ingredienti preziosi: punta tutto sulla cottura lenta dei ceci, sulla qualità dell’olio e sul contrasto finale tra crema e croccantezza.

Ingredienti e dosi per quattro persone

Per una versione equilibrata preferisco usare ceci secchi, perché il loro brodo è più saporito e aiuta a creare la cremosità del condimento. I ceci già cotti sono una soluzione pratica, ma il risultato sarà leggermente meno intenso.

Ingrediente Quantità Indicazione pratica
Ceci secchi 250 g Oppure circa 500 g di ceci già cotti
Semola rimacinata di grano duro 250 g Per una pasta senza uova
Acqua 120-140 ml Da aggiungere gradualmente all’impasto
Aglio 1 spicchio Intero o tritato, secondo il gusto
Sedano, cipolla e alloro Quanto basta Per profumare la cottura dei ceci
Pomodorini 2-3 Facoltativi, ma utili per un fondo più rotondo
Olio extravergine d’oliva 80-100 ml Per il soffritto e la frittura della pasta
Peperoncino, sale e pepe Quanto basta Da dosare senza coprire il sapore dei ceci

La pasta deve essere soda, non elastica come un impasto all’uovo. Se l’acqua prevista non basta, aggiungine un cucchiaino alla volta; se l’impasto diventa appiccicoso, correggi con poca semola. Il riposo di 30 minuti coperto da una ciotola rende più facile stendere la sfoglia.

Come preparare il piatto senza perdere le consistenze

Cuocere bene i ceci

Lasciali in ammollo per 8-12 ore in abbondante acqua. Scolali, risciacquali e trasferiscili in una pentola con acqua pulita, sedano, cipolla e alloro. Cuocili a fuoco dolce per circa 60-90 minuti, finché saranno teneri ma non sfatti.

Il sale è meglio aggiungerlo verso la fine, perché una salatura precoce può rendere la buccia più resistente. Conserva il liquido di cottura: è proprio quello che permette di ottenere un condimento saporito senza ricorrere al brodo granulare.

Stendere e tagliare la tria

Impasta la semola con l’acqua fino a ottenere un panetto liscio. Dopo il riposo, stendi una sfoglia sottile, a mano o con la macchina per la pasta, poi tagliala in strisce irregolari larghe circa 1 centimetro e lunghe 5-8 centimetri.

Non serve inseguire una forma perfetta. Le leggere differenze di spessore sono parte del carattere casalingo del piatto, purché le strisce non siano troppo spesse, altrimenti resteranno dure nel centro o assorbiranno troppo olio durante la frittura.

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Dividere la pasta tra pentola e padella

Preleva circa un terzo della pasta e friggila in olio extravergine caldo, intorno ai 170-180 °C. Quando sarà dorata, scolala su carta assorbente e salala appena. La parte restante può essere lessata direttamente nell’acqua dei ceci oppure in acqua salata, per poi essere unita al condimento.

In una seconda pentola fai insaporire aglio, olio, peperoncino e pomodorini. Aggiungi metà dei ceci e qualche mestolo del loro liquido, quindi schiaccia una parte dei legumi con una forchetta o frullane circa un quarto. In questo modo ottieni una crema naturale, senza trasformare tutto in una purea uniforme.

Unisci la pasta lessata ai ceci e lascia amalgamare per 2-3 minuti. La pasta fritta va aggiunta nei piatti, appena prima di servire: se la cuoci nel condimento perderà il suo pregio principale, cioè il piacevole rumore sotto i denti.

Le varianti regionali e gli errori più comuni

Non esiste una sola versione familiare. Alcuni cuochi usano solo aglio e peperoncino, altri aggiungono cipolla, sedano e pomodoro; in certe zone si preferiscono ceci chiari, mentre i ceci neri danno un sapore più deciso e una nota rustica.

La pasta può essere preparata con semola rimacinata pura oppure con una piccola parte di farina di grano tenero. Io preferisco la semola, perché regge meglio la cottura e mantiene una consistenza più autentica. L’uovo, invece, non è indispensabile e rende la sfoglia più ricca di quanto richieda questa ricetta.

  • Friggere a temperatura bassa rende la pasta unta e pallida. Se l’olio è troppo caldo, invece, la superficie brucia prima che la pasta diventi croccante.
  • Usare troppo liquido trasforma il piatto in una minestra. Aggiungilo poco alla volta e considera che la pasta continuerà ad assorbirlo nel piatto.
  • Frullare tutti i ceci elimina il contrasto tra crema e legumi interi. È sufficiente schiacciarne una parte.
  • Preparare la pasta fritta con largo anticipo fa perdere fragranza. Meglio friggerla negli ultimi 15 minuti.
  • Scolare troppo i ceci significa rinunciare al loro brodo, che è la base più utile per dare profondità al condimento.

Con i ceci in barattolo puoi accorciare molto il lavoro. Sciacquali bene, usa un buon olio e insaporiscili per almeno 20 minuti con aromi e poca acqua, così recupereranno parte del gusto che avrebbero sviluppato durante la cottura lenta.

Come servirli e quale vino scegliere

Questo primo va servito caldo, in piatti non troppo profondi, con la pasta fritta ben visibile in superficie. Un giro di olio extravergine a crudo e una macinata di pepe sono sufficienti; il formaggio grattugiato, nella mia esperienza, tende a coprire il sapore delicato dei ceci e non aggiunge molto.

Per il vino sceglierei un bianco pugliese fresco e non troppo aromatico, come Verdeca, Fiano Minutolo o Malvasia bianca. La loro acidità alleggerisce la parte cremosa e pulisce il palato dall’olio della pasta fritta.

Vino Perché funziona Quando sceglierlo
Verdeca Fresca e lineare, non copre i legumi Per una versione semplice e poco piccante
Fiano Minutolo Più profumato, con buona sensazione di freschezza Se il piatto contiene pomodoro ed erbe aromatiche
Rosato pugliese Ha struttura sufficiente per sostenere la frittura Con peperoncino più evidente o ceci dal gusto intenso

Un rosso molto tannico, invece, rischia di rendere più pesante l’abbinamento. Se preferisci la birra, una lager secca e poco amara offre un’alternativa piacevole, soprattutto quando la pasta fritta è abbondante.

Il dettaglio che fa la differenza nel piatto finito

La riuscita dipende meno dalla quantità di aromi e più dal momento in cui assembli gli elementi. I ceci devono avere un fondo cremoso ma ancora riconoscibile, la pasta lessata deve essere al dente e quella fritta va aggiunta soltanto all’ultimo istante.

Se preparo il piatto in anticipo, tengo separati ceci, pasta cotta e strisce fritte, poi riscaldo il condimento con un mestolo d’acqua e completo tutto al momento. È una piccola accortezza, ma conserva la consistenza croccante e impedisce che il piatto diventi asciutto.

Il risultato migliore non è necessariamente quello più ricco. È quello in cui ogni ingrediente si riconosce e la semplicità salentina, tra profumo d’olio, ceci morbidi e pasta dorata, arriva in tavola con naturalezza.

Domande frequenti

Prevedi 8-12 ore di ammollo e 60-90 minuti di cottura dei ceci, oltre a circa 30 minuti di riposo per l’impasto. La preparazione completa richiede circa 2 ore, escluso l’ammollo.

Circa un terzo delle strisce va fritto in olio extravergine a 170-180 °C fino a doratura. La parte restante viene lessata e amalgamata ai ceci, mentre la pasta fritta si aggiunge nei piatti solo prima di servire.

Sì, servono circa 500 g di ceci già cotti. Sciacquali e insaporiscili per almeno 20 minuti con aromi e poca acqua, così il condimento recupererà parte della profondità ottenuta con la cottura lenta.

Un bianco pugliese fresco, come Verdeca o Fiano Minutolo, alleggerisce la parte cremosa e pulisce il palato dall’olio della pasta fritta. Con più peperoncino o ceci dal gusto intenso è adatto anche un rosato pugliese.

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cucina salentina frittura olio extravergine ciceri e tria pasta fresca

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Vitalba Bernardi

Vitalba Bernardi

Mi chiamo Vitalba Bernardi e da 7 anni mi dedico con passione al mondo della cucina di mare, esplorando ricette, tradizioni e abbinamenti enogastronomici. La mia curiosità per i sapori autentici e il legame profondo che questo tipo di cucina ha con il territorio mi spingono a ricercare e condividere storie e segreti legati al mare. In questo spazio, mi impegno a rendere accessibili anche gli argomenti più complessi, verificando attentamente le informazioni e presentandole in modo chiaro e comprensibile, per offrire sempre contenuti utili e aggiornati.

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